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Eriona Culaj - Luino, VA
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Haiti: un terremoto che persiste da due secoli
Il
libro è un viaggio nel tempo, nella cultura e nella storia di un paese
singolare. Vi si scopre come Haiti stia soffrendo di una grave crisi
economico-sociale dalle remote origini: terremoti e uragani; schiavitù e catene
rotte; vita e morte; vudù e massoneria; animismo e cristianesimo; ignoranza e
cultura; fango e umanità calpestata che si risolleva. Irrimediabile fame e
malattie che persistono. Gli haitiani hanno acceso la miccia della bomba della
libertà dei neri schiavi; hanno creato il primo stato nero indipendente al
mondo, ma sono, spesso, ancora schiavi. Il tutto in un contesto in cui anche le
informazioni sembrano velate quasi da mistero o da un’ombra di oblio.
Un
saggio o un romanzo?
La
storia degli haitiani e del loro paese appare essa stessa come un romanzo, ma le
narrazioni dell’autrice rappresentano la vita e la cornice sociale reale della
nazione. Con criterio scientifico puntuale, con ricchezza di fonti e riscontri
anche personali, analizza i diversi passaggi della complessa vicenda di Haiti
dalla scoperta di Colombo al terremoto del 12 gennaio 2010, alle successive
vicende. Chi desiderasse, poi, approfondire le conoscenze sull’economia del
paese, dal periodo coloniale a oggi, potrà ampiamente giovarsi dell’ultimo
capitolo. Infine, vengono delineate le nuove prospettive di ripresa, nonostante
il disastro umanitario provocato dal sisma.
Per
non dimenticare gli haitiani – quelli che sono passati, quelli che ci sono e
quelli che verranno – quando sarà trascorso il subitaneo stimolo emotivo e
mediatico per notizie e immagini della terra che ha tremato.
>>> CONTINUA >>>
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